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27 settembre 2008

L'INDIGNAZIONE NON BASTA!

La dichiarazione di incostituzionalità del Lodo Alfano sarebbe sicuramente un segnale importante. E’ evidente che garantire la sospensione dei processi alle più alte cariche dello Stato risulta quantomeno dissonante con il dettato costituzionale (art.3 e 24).

Pur rimanendo convinto che si tratti di una legge inopportuna, bisogna ammettere che il problema è più di forma che di sostanza. Il Parlamento ha, in teoria, il potere di introdurre una legge con quei contenuti. Tuttavia una deroga ad un principio previsto dalla costituzione (l’uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge) può essere introdotta solo attraverso una legge costituzionale (che necessita la maggioranza dei 2/3 in entrambe le Camere o il ricorso al Referendum). Il lodo Alfano potrebbe dunque essere dichiarato incostituzionale.

Purtroppo l’immagine distorta che risulterà dai media sarà quella della “solita magistratura” che vuole intervenire nel processo politico.

Il vero problema in questo paese è che non esiste più un sistema politico funzionante. L’opposizione non riesce a svolgere i suoi compiti specifici, non ne ha i mezzi o la volontà.

La magistratura si sta ergendo ad unico baluardo contro l’illegalità. Questa però è una distorsione del sistema che dà gioco facile a chi sostiene che la magistratura italiana sia politicizzata.

La difesa delle prerogative dei giudici è sacrosanta ma, oggi più che in altri fasi storiche del nostro paese, è importante la presenza di un progetto politico concreto e alternativo. Non possiamo più limitarci a “resistere” o a contrastare le “invasioni barbariche”, dobbiamo lavorare ad un’idea alternativa del paese.

Qui siamo stanchi di limitarci all’indignazione e vogliamo lavorare a qualcosa di concreto!

(Questa nostra riflessione nasce come risposta ad un commento e ad un post scritti  da Watty qui e sul suo blog. A lei vanno i nostri ringraziamenti per il suo contributo alla crescita del dibattito sul nostro blog.)



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